venerdì 16 settembre 2016

RAMI SECCHI

E' da molto tempo che non scrivevo un pezzo sul blog ma oggi mi si è “illuminata la lampadina, è successo leggendo un pezzo relativo alle Comunità dell'Appennino.
Li per li stavo per lasciare perdere pensando “ tanto a chi vuoi che interessi” ma poi in un istante mi sono detto che proprio il lasciare perdere è sinonimo di sconfitta senza possibilità di appello.
La frase “incriminata" che ha fatto scattare la scossa è stata:

Constatiamo ancora il progressivo abbandono dei luoghi appenninici non solo da parte delle forze produttive, del lavoro e delle giovani generazioni: il costante taglio dei cosiddetti “rami secchi” ha portato alla soppressione di piccole stazioni ferroviarie, uffici postali, scuole, presidi sanitari svuotando così interi nuclei sociali del rapporto vitale di interconnessione con le aree più servite del territorio circostante e del Paese.

Quella del taglio dei rami secchi è una litania che ormai si ripete da tempo e di cui ne sappiamo ben qualcosa lungo le Valli dell'Appennino Bolognese.

Punto nascita Porretta, Agenzia delle Entrate Vergato, corse ferroviarie, distribuzione a giorni alterni della posta, probabile reparto ortopedia Vergato solo per citarne alcune che tutti ormai sanno e di cui in più riprese se ne è parlato anche sulle pagine dei social.

Ora qualcuno chiederà “ ma cosa c'è di nuovo ?”, nulla non c'è nulla di nuovo salvo constatare che il danno che si fa al Paese in genere ma ai Comuni dell'Appennino in particolare è una cosa ben risaputa da tempo e studiata !!!

L'ISPRA ( Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ) e diverse Università hanno elaborato uno studio in merito per cui mi viene da dire che se malgrado l'allarme lanciato circa i danni che la politica dei “ tagli dei rami secchi “ produce nei Comuni appenninici i governi ( nazionali e locali ) proseguono in questa follia allora i casi sono due. O non capiscono oppure non gliene frega nulla presi solo dalla smania di compiacere i poteri forti.

Comunque sia siamo governati da una classe dirigente non idonea ad affrontare le sfide del nuovo millennio e purtroppo i danni si accumulano sommandosi a quelli fatti nei decenni passati e restiamo passivi aspettando l'arrivo di un nuovo “Messia” che ergendosi a leader del paese risolva con un colpo di bacchetta magica i problemi; NO NON ANDRA' COSI' !

Nel frattempo quando tagliano un “ ramo secco “, come successo con lo sportello dell' Agenzia delle Entrate di Vergato, gli Amministratori locali protesteranno, come hanno fatti i Sindaci di Marzabotto Franchi e di Vergato Gnudi, ma naturalmente verranno rassicurati salvo poi scordarsene un istante dopo.

Buon Appennino a tutti !!!

[Gaspare Ruggeri]


Di seguito i due link degli articoli spunto di questa riflessione.

A cosa serve l’Appennino senza i suoi abitanti?

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